Carisma

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http://bandesz.hu/adhd-phd-thesis/ - Proofreading and proofediting aid from best writers. Only HQ writing services provided by top specialists. Essays Il carisma delle suore Adoratrici del Sangue di Cristo è quello che lo Spirito ha consegnato a santa Maria De Mattias, la Fondatrice: contemplare la Carità di Dio, espressa in maniera somma nello spargimento del Sangue di Gesù Cristo, e comunicarla a ogni persona.

We are a reputed organization providing college homework help within affordable prices, Try out our Essay Writing Service & http://www.tkspace.net/?pay-for-dissertation-uk here Ella il  4 marzo 1834 diede inizio alla Congregazione in Acuto (Frosinone).

Come lei, “siamo consacrate all’amore adorante e redentivo di Gesù Cristo, il quale versò il suo Sangue per liberarci dal peccato e riconciliarci nell’amore. Lo spirito della Congregazione sarà così tutto amore e carità, ‘carità verso Dio e verso il nostro caro prossimo’ ” (dalla Costituzione ASC, Codice di vita 2).

short essay on my daily routine http://borjbalabar.com/?custom-thesis-writers-in-toronto cheap dissertation writing help DO MY ASSIGNMENT write my papers MISSIONE

Il Mistero Pasquale di Gesù Cristo è il luogo dove ogni Adoratrice del Sangue di Cristo alimenta e matura la propria missione, vissuta in primis nella comunità apostolica cui è destinata dall’obbedienza e rivolta a ogni fascia di età, di ogni ceto sociale, di ogni bisogno, lingua, popolo e nazione per essere “testimone” dell’amore universale e personale dell’unico sacrificio pasquale del Signore Crocifisso-Risorto:

“Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue, da ogni tribù, lingua, popolo e nazione e hai fatto di noi un regno e sacerdoti per il nostro Dio” (dalla Liturgia).

Lo stile della missione è radicato in quello di Gesù e in quello della sua Madre Santissima che è venerata con il titolo di Beata Maria Vergine Addolorata, “Donna della Nuova Alleanza”.

Il motto di santa Maria De Mattias: “Ogni persona vale tutto il sangue di Gesù Cristo”, orienta la visione e la missione delle Adoratrici del Sangue di Cristo. 

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Il nostro carisma di Adoratrici del Sangue di Cristo è profondamente radicato nel mistero di morte e risurrezione di Gesù. La nostra è una identità pasquale, segnata dal sangue dell’Agnello. Come Congregazione siamo chiamate a testimoniare al mondo, nella gioia e nella speranza, la presenza vivente dell’amore adorante e redentivo di Cristo, che dà significato alla sofferenza umana e la rende liberatrice e vivificante.
(Codice di Vita 22)

La spiritualità delle Adoratrici del Sangue di Cristo è un dono che esse hanno ricevuto da Dio stesso attraverso la loro fondatrice, santa Maria De Mattias.

 
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Ispirata da san Gaspare del Bufalo, Fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, e guidata da un altro Missionario, il venerabile Giovanni Merlini, fonda la Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo, in Acuto (Frosinone) nel 1834.
    Scopo della nuova istituzione: diffondere la conoscenza e l’apprezzamento del Mistero del sangue di Cristo e collaborare con lui all’opera della salvezza.
Per realizzare la sua missione sceglie, come Gaspare, l’evangelizzazione diretta, attraverso la predicazione, la catechesi, l’insegnamento. In una terra senza scuola, lei ha imparato da sola a leggere e a scrivere, divine maestra e fonda un istituto di maestra. In un tempo di preoccupante carenza di istruzione religiosa diventa catechista e maestra di catechiste. In un tempo in cui alla donna era vietato l’accesso alla parola diviene annunciatrice instancabile dell’amore di Dio. Inventa ministeri che costituiscono <<cose nuove al mondo>>, contravvenendo alle usanze e alle rigide norme per le congregazioni femminili: organizza adunanze per donne e uomini, scuole serali di catechesi per i pastori, giornate di ritiro e tempi di esercizi spirituali per ogni categoria di persone, viaggia, scrive, predica. Raggiunge, attraverso vie impensate se non recluse per una donna, ogni genere di persone: donne, uomini, giovani e adulti.
La sana teologia, l’esperienza mistica e la instancabile azione apostolica, rispecchiate nelle migliaia di lettere scritte di suo pugno – provano quanto l’umano e il divino si siano fusi in lei: una donna tutta di Dio e tutta per il <<caro prossimo>>.
    Contemplativa fino all’estasi e amante del prossimo fino all’iperattività, Maria De Mattias muore a Roma il 20 agosto 1866, dopo aver fondato oltre sessanta scuole a suscitato oltre duecento seguaci.
Nel proclamarla santa, il 18 maggio 2003. Giovanni Paolo II sancisce la grandezza della sua statura e la propone come modello alla Chiesa intera.

La forza interiore con cui Maria De Mattias si dedicò alla sua attività di fondatrice, educatrice e annunciatrice del vangelo scaturiva dalla contemplazione di shelby county homework help follow link business plan custom home builder a thesis for an essay should GESÙ CROCIFISSO. Lo sguardo del suo Signore l’aveva raggiunta come “una dolce saetta” che la inondava di amore e la spingeva a prodigarsi nel servizio agli altri; la Croce di Cristo era per lei come un albero di vita “piantato nel  cuore” che la rendeva feconda di frutti di bene. Maria De Mattias si lasciava condurre dal segno del SANGUE DEL CROCIFISSO verso le profondità del mistero d’amore di Dio e dell’abbassamento fino alla morte del Figlio suo. Dio Padre rivelò il suo amore inviando il Figlio, e il Figlio manifestò la misura di questo amore accettando di dare tutto se stesso, fino alla fine (Gv 13,1), fino al sangue ed acqua scaturiti dal suo costato trafitto (Gv 19,34).  Per Maria De Mattias sostare ai piedi del crocifisso, tra i “rivi scorrevoli del suo sangue” significava attingere alle sorgenti della vita redenta e dell’amore, significava lasciarsi raggiungere e portare dal fiume di misericordia che, una volta per tutte, con la morte e resurrezione di Gesù, ha risposto concretamente al bisogno di salvezza dell’umanità di ogni luogo e di ogni tempo.
La forza della carità accolta nel tempo della preghiera diventava energia per l’annuncio della sola buona notizia che poteva allora, e può oggi, ridare speranza al mondo segnato dalla violenza e dalla cattiveria degli uni contro gli altri. Vissuta all’epoca di briganti che durante il periodo napoleonico e post napoleonico riempivano di terrore il basso Lazio e il Regno di Napoli, Maria De Mattias desiderava che al sangue versato di tanti innocenti e non, rispondesse la forza sanante del Sangue di Cristo. Desiderava che il ciclo di violenza si interrompesse grazie all’incontro personale di tanti disperati con Colui che, innocente, si era addossato le colpe di tutti gli iniqui per vincerle con la resurrezione del suo corpo di carne. In ogni tempo di violenza, la spiritualità di Maria De Mattias accoglie e annuncia un messaggio di pace in Gesù, il mite Agnello di Dio che si è offerto vittima in riscatto dei peccatori. Per questo motivo ella adottò come logo della sua Congregazione l’Agnello Pasquale di cui parla la Scrittura, in particolare il libro dell’Apocalisse.

Il logo delle Adoratrici del Sangue di Cristo è l’AGNELLO PASQUALE, dal cui cuore trafitto sgorga del sangue che viene raccolto in un calice; l’Agnello si poggia sopra un libro con sette sigilli e porta uno stendardo, simbolo della vittoria sul male, la morte e il peccato.
Questa immagine è tratta dal libro dell’Apocalisse:  Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato (Ap 5,6). In realtà già nei vangeli, raccogliendo l’eredità della tradizione del popolo eletto,  Gesù è identificato da Giovanni Battista come l’Agnello di Dio che porta i peccati del mondo (Gv 2) . L’agnello evocava infatti per gli ebrei la vittima del riscatto espiatorio per i peccati del popolo. Nel libro dell’ Apocalisse l’agnello immolato, ma ritto in piedi – Gesù vittorioso sulla morte e sul peccato – è l’unico capace di aprire i sigilli del libro della storia, cioè l’unico capace di rivelare il significato profondo di ogni evento nel tempo e nel mondo creato: Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai  riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione (Ap 5,9). Il suo sacrificio ha portato la salvezza che si rivelerà pienamente con il compimento del Regno di Dio, nella “Gerusalemme” celeste, quando non esisteranno più né lutto, né morte, né lacrime, né lamenti. Coloro che aderiscono a Gesù nel mistero pasquale evocato dall’agnello, partecipano del suo destino di martirio e di gloria (Ap 14,4; 17,14).
Maria De Mattias, voleva che le sue figlie fossero annunciatrici e primizie di questo destino preparato per tutti: Che bella consolazione è il vedere le Spose del Divino Agnello Adoratrici del Sangue suo Preziosissimo che con una sola Volontà (di Dio) con una sol’anima, con un sol cuore unite fanno risuonare per tutto il Paradiso quell’Inno di ringraziamento all’infinita Bontà di Dio, nel mentre che offrono il Sangue del suo Figliuolo per la riconciliazione del Cielo con la terra, la terra con il Cielo. (Maria De Mattias, Lettere, 495).

La morte e resurrezione di Gesù hanno inaugurato una nuova relazione di mutua appartenenza tra Dio e l’umanità. Il cielo e la terra, Dio e le realtà create, vivono l’alleanza nuova sancita dal sangue di Cristo come affermò Gesù stesso nell’ultima cena: Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi (Lc 22,20. Cfr. 1 Cor 11,25). Il sangue del CALICE EUCARISTICO è dunque il segno sacramentale del rapporto nuovo con Dio in cui ogni credente è chiamato ad entrare.

Da sempre la fede della Chiesa associa Maria di Nazareth, beata perché ha creduto (cf. Lc 1,45), al mistero della redenzione. Sotto la croce Maria resta in piedi per unirsi al mistero d’amore del suo Figlio e per aderire nella fede alla divina volontà salvifica; accogliendo Giovanni, il prototipo di ogni discepolo, diventa Madre della chiesa (Gv 19,26) e DONNA DELLA NUOVA ALLEANZA, la prima adoratrice del Sangue di Gesù che mostra all’umanità come vivere nell’adorazione e nel servizio.

 Il CORETTO, così lo chiamano le Adoratrici del Sangue di Cristo, è il segno distintivo della congregazione che ogni suora porta al collo con una catena. Si tratta di un pendaglio in metallo argentato a forma di cuore, con il segno della ferita che Gesù ricevette dal soldato romano dopo la morte; da questa ferita scaturisce il sangue, simbolo dell’amore con cui il Figlio di Dio ha ristabilito la piena comunione dell’umanità con il Padre, con se stessa e con il creato. La croce vuota sopra il cuore indica la vittoria del Risorto sulla morte.

DALLE LETTERE AUTOGRAFE DI SANTA MARIA DE MATTIAS ALCUNE ESPRESSIONI CHE DESCRIVONO LA SPIRITUALITÀ DEL SANGUE DI CRISTO
Non si avvilisca mia cara figliuola; quando si trova nei travagli, tribolazioni, tentazioni, infermità, ed altre pene, non si faccia troppa violenza, ma con tranquillità di spirito riposa con amore al Costato di Gesù, e non si prenda nessun pensiero dell’anima sua, ma di baciare quella Piaga amorosa, e di stringersi nel cuore sì caro bene. E questo nel mentre che sentiamo le proprie miserie, che formano quella Croce Preziosa aspersa del Divin Sangue (perciò meritoria innanzi a Dio benedetto), ci farà esclamare: Oh! dolce patire, oh! Croce amabile, tu sei il vero contento dell’anima amante, tu sei quella che mi porti al vero, e perfetto amore di Gesù. (Lett. 495)

    In rapporto al mio povero spirito: si trova al solito combattuto, mi sento però penetrare il cuore da una ardente brama, e di amare assai Gesù, lui amorosamente mi và scoprendo i tratti amorosi di Sua bontà usati con me, e mi accende il desiderio di vivere solo per Lui, mi si amareggia ogni cosa di questa terra, e solo ritrovo il mio contento nel consumare la mia vita per suo amore. I difetti gli detesto spesso a’ piedi del mio caro Gesù senza perdere mai la pace del cuore, siccome mi ha detto Lei più di una volta, che viva in pace, e sia umile; vedo, che questo, e tutto il bene mi deve venire da Dio, e però ho allargato il mio cuore presentandolo spesso alla sua Misericordia, acciò lo riempia dei suoi doni, e di tutto Sé, e spero di non restare confusa. Il timore però di offendere Iddio, è grande, ma non ci perdo la pace del cuore. Vado ripetendo spesso: Oh mio Gesù sarà vero, che io vi amo per tutta l'Eternità, guardate questo mio cuore trafitto dal timore di darti qualche disgusto; e nel dire così alcune volte verso molte lacrime, e sono penetrata da sentimenti di amore, e di dolore dei disgusti, che gli ho dati per il passato. (Lett. 48)

    Non lasci di fare la Santa Meditazione, e di studiare sopra a le Piaghe di Gesù Crocifisso, e sono sicura, che il Suo cuore di giorno in giorno andrà crescendo nel dolce amore di Gesù. Vada anche crescendo nella tenera devozione verso la nostra amorosa Madre Maria Santissima, essendo Ella il canale per dove vengono a noi tutte le grazie, in specie la finale perseveranza. (Lett. 124)

Se siamo chiamate in quest’opera sì bella, innaffiata col Sangue del Divin Redentore, dobbiamo soffrire con pace, con carità, ad imitazione del nostro Crocifisso Sposo. Non posso soffrire il pensare di alcune Anime, che vogliono il merito dell’educazione senza patire; oh ignoranza! (Lett. 297)

Tanto le dovevo nel mentre che le presento i miei ossequi, sotto l’ombra della Croce fra i rivi scorrevoli del Divin Sangue passo a segnarmi (Lett. 307)

sia benedetta la Carità del Cuore Santissimo di Gesù, ed il suo Preziosissimo Sangue che ci ricopre... Spero nella suddetta divina Carità, che si voglia sempre più infondere nel cuore di Vostra Signoria onde aiutare tutti i poveri bisognosi, che un giorno le faranno corona in Cielo (Lett. 313)

Ho poste le mie speranze nelle Piaghe di Gesù e nel suo Sangue; non desidero altro che di fare la sua Santissima Volontà. (Lett. 321)

La Croce è sempre cara a chi veramente ama Gesù; chi ama la Croce dà segno certo, che porta nel cuore il vero amore di Gesù. Mia cara non partiamo mai dalla Croce, mentre questa è la chiave dei Tesori Celesti, questa è la Porta del Paradiso. Non vi sia tra noi figlie di un Istituto novello che milita sotto gli auspici del Preziosissimo Sangue, chi ricusi il patire, di qualunque sorte sia; ciò sarebbe disdicevole a queste novelle Spose del Crocifisso. Ecco i sentimenti che credo dargli nel Signore. (Lett. 322)

Il Divin Sangue ci ricopra e si spanda nelle nostre anime, Non guardiamo la terra, ma il Cielo nostro soggiorno, e pace nel Sangue Preziosissimo di Gesù. Coraggio sempre in Dio Benedetto. […] Sono ad incontrarla nel Sangue Divino sotto la Croce (Lett. 325)

Io sto cibandomi del pane di dolore, ma ripeto abbracciandomi volentieri alla Croce: Signore se la mia umiliazione serve a glorificarvi, ecco anche la vita, ed il sangue. (Lett. 336)

Il Sangue di Gesù penetra i Cieli... (Lett. 357)

Le presento con profondo rispetto i miei ossequi, come anche alla Sua Sorella Principessa Maria, che amo assai nel Sangue Preziosissimo di Gesù. (Lett.384)
Il nostro Sposo di Sangue vuole che seguitiamo coraggiosamente il viaggio verso il Calvario... Presto mia cara Berenice seguiamo la strada della Croce; poco più ci è da fare... Io voglio morire con Gesù, e non sarò mai contenta se non finirò i miei giorni in Croce con Gesù mio Diletto Sposo. (Lett. 407)

Ci vuol fede grande nel Sangue di Gesù e pronta obbedienza. (Lett. 420)

mi posi a’ piedi del sacramentato Signore, acciò mi usasse Misericordia, essendo stato sparso anche per me il suo Sangue; correvo al Crocifisso, e non potevo ritenere le lacrime, mi sentivo confortare di tanto in tanto lo spirito, ma non mi potevo persuadermi il contrario, solo rassegnarmi, così passai il giorno. (Lett. 426)

La mia unione con Lei in Gesù, deve essere eterna: così speriamo nel Sangue di Gesù. (Lett. 467)

Benedetto il Sangue Santissimo di Gesù. Questo Sangue divino discenda sopra l’anime nostre! (Lett. 490)

Che se sempre si è pregato in quella Chiesa per la Santità Vostra, ora più che mai vi spingeremo le nostre Suppliche e vi offriremo all’Eterno Divin Padre il Sangue immacolato del suo Figliuolo secondo l’intenzione della stessa Santità Vostra (Lett. 497)

Il Sangue di Gesù è tutta la nostra Speranza, ed è tutto il nostro bene; Sangue Sparso con tanto dolore, e con tanto amore per la nostra eterna Salute. Riempiamo il cuore di Coraggio senza temere né anche la morte perché si veda in tutti i momenti glorificato, benedetto, ed amato da ogn’uno!... (Lett. 529)

Confido alle Piaghe di Gesù; sono disposta di morire per il Sangue di Gesù, dove vuole, come vuole, e quando vuole. (Lett. 544)

Oh quanto ci consola il patire per la salvezza delle anime, che costano Sangue a Gesù Cristo! (Lett. 569)

Le notizie di questo Santo ritiro sono buone, le Vergini qui riunite consacrate al Sangue del Divino Agnello vivono molto allegre in Gesù Crocifisso contente di faticare nella vigna del Signore (Lett. 585)

Benedetto sia il mio Signore Gesù Cristo che per amor nostro ha voluto morire con atrocissime pene e versare il Sangue fino all’ultima stilla e lasciare tutto se stesso nel Santissimo Sacramento, e racchiudersi nei nostri poveri cuori. Se per buona sorte troviamo molto da patire rallegriamoci mentre possiamo in qualche modo dare al nostro Sposo dimostrazione di amore verso di Lui. (Lett. 588)
Spero nella Misericordia di Dio e nel Sangue di Gesù Cristo. (Lett. 591)

Richiamiamo figliuola mia all’unione con Dio il nostro spirito, nel quale troveremo la persona del suo Santissimo figlio dato a noi con amore infinito vestito di umana carne ricoperto di Piaghe, e di Sangue, invitandoci a mirarlo con sguardo fisso perché il nostro cuore corrisponda alle finezze del suo tenerissimo amore. Compatisco il buon Gesù che da pochi è amato. Confidiamo, e domandiamo la grazia di amarlo ecc. (Lett. 596)
Le notizie di quell’anima sono alcune queste. Ieri nel mentre che stava innanzi a Gesù Sacramentato, era trafitta dai timori. Ella diceva: - Voglio Gesù mio star quì a’ vostri piedi - l’umanità si risentiva, ed ella - No, voglio morire per Gesù Cristo - seguitava il travaglio, ed ella di nuovo andava ricercando l’oggetto; reggendo appena diceva - mio Dio aiutatemi - ed ecco che nel suo cuore sentì dirsi - Ecco le mie piaghe, ecco il mio Sangue - quindi gli andò via il cuore, e gli venne un dirotto pianto. Ebbe nuova forza, e proseguì le sue incombenze, e ritornò il travaglio senza perdere la pace. Non so se mi sono spiegata (Lett. 610)

Oh! figlia mia, moriamo contente per Gesù Cristo, e per portare anime al suo Costato, gli costano Sangue. Raccomando che si trattano con somma carità, e pazienza, esse sono fastidiose, ma sono care al Cuore di Gesù. (Lett. 626)

Noi tutte non tralasceremo di offrire per Essi ogni giorno il Sangue del Divino Agnello acciò lo spanda sulle Loro Anime e di tutta la gregge di Gesù Cristo, onde le faccia corona in Cielo. (Lett. 636)

Coraggio e non tralasciamo mai l’offerta del Sangue Prezioso all’Eterno Divin Padre per i presenti bisogni di Santa Chiesa, per la conversione dei poveri peccatori, e per l’anime benedette del Purgatorio.(Lett. 642)

e le giovanette in ogni luogo concorrono a lodare Iddio e il Sangue del Suo Umanato Verbo, ed a pregare massime in questo tempo perché si affretta la pace del Mondo. (Lett. 645)

Ricordiamoci che siamo niente; non per questo dobbiamo scoraggiarci. In Dio abbiamo tutto. Confidiamo assai. Gesù sia sempre il nostro unico amore. Il suo Sangue è nostro. Preghiamo di cuore con Santa pazienza e perseveranza, ed avremo tutto. (Lett. 657)

Offriamo al Trono della Divina Misericordia il Sangue di Gesù perché si compiano i nostri desideri i quali riceviamo dalla Sua infinita bontà, e vuole che siano da noi coltivati perché suoi, e non nostri. Ringraziamolo. […] Offriamo al Trono della Divina Misericordia il Sangue di Gesù perché si compiano i nostri desideri i quali riceviamo dalla Sua infinita bontà, e vuole che siano da noi coltivati perché suoi, e non nostri. Ringraziamolo. Non ci spaventiamo per i travagli e fatiche da sostenere. Riflettiamo che un Dio sostenne la dura morte di Croce per salvarle. Egli con infinita degnazione ci chiama per farsi aiutare. Umiliamoci fino al niente, ed anche più del niente per i nostri peccati. Mettiamo tutta la fiducia in Dio e nel Sangue di Gesù Cristo. Spesso, spesso abbandoniamoci nelle braccia della Divina Misericordia protestandoci di essere contente di morire per la salvezza delle anime. Così daremo gusto a Gesù, e Maria. Mira Figliuola la gran degnazione di un Dio verso di noi… Io mi sperdo, non so come esprimere i miei sentimenti. Noi faticare per Gesù?... Noi patire per Gesù?... (Non posso comprendere). Noi morire per Gesù?... Noi? chi siamo noi? O gran degnazione di un Dio! O gran degnazione di Gesù! (Lett. 672)

Figlia mia ascoltiamo le voci di quell’adorabile Sangue sparso con tanto amore e con tanto dolore. (Lett. 680)

Ella regge per la sola fiducia in Gesù Cristo, teme solo che venga a mancarle questa; spera nel Sangue di Gesù Cristo di sempre sperare. Non vuole offendere Iddio con mancare di fiducia; Gesù vuole amare sempre, teme di perdere questo amore... (Lett. 692)

Invitiamo ancora tutte le creature della Terra ad amare Maria, e il Sangue del Suo Santissimo Figlio sia in eterno benedetto. (Lett. 697)

Confidiamo assai in Gesù Cristo, stia allegra e piena di coraggio, Iddio la farà Santa; vada offrendo tutto ciò che fa a Dio benedetto con il Sangue prezioso di Gesù. (Lett. 720)

Il Sangue di Gesù la riempia di fortezza per stare sempre allegra nel combattere con coraggio contro l’Inferno che cerca di avvilirla. (Lett. 731)

Mi si strugge il cuore di pena per non essere io capace a salvare tutte le anime del mio prossimo. Preghiamo con la fiducia in Gesù Cristo e nel suo Sangue come unico mezzo di nostra salvezza; desidero giovane che mi aiutino in questa impresa. […]stava essa in un annichilamento fra le sue miserie innanzi a Gesù Sacramentato (più volte gl’è accaduto) ed eccola scossa da una vista intellettuale di Gesù Cristo appassionato che pietosamente lagnandosi delle anime che si perdono, e che le costano Sangue. Ella a tal vista non poteva ritenere le lacrime e per amore di Gesù e per compassione di tante anime si aiutava a pregare, e ad offrire il Sangue prezioso per esse; e senza avvedersene alzata in piedi parlò ad alcune donne dicendole che amassero Gesù e si salvassero l’anima; si diffuse tanto il suo ragionamento che le donne restarono tutte commosse, ed essa investita di un amor tenero verso le anime ed accesa nel desiderio di vederle salve. (Lett.734)

Il Sangue di Gesù Cristo è tutta la nostra speranza. (Lett. 755)

Si faccia coraggio, e conservi la pace del cuore, prenda tutto dalla mano di Dio benedetto, e raddolcisca il suo spirito nel Sangue di Gesù Crocifisso, e stia allegra. (Lett. 874)

Ora passo con tutta l’espansione del mio cuore a congratularmi con loro mie care figlie per la nobile e generosa offerta che hanno fatto a Dio nella stabile Adorazione del Sangue Preziosissimo dell’Agnello Immacolato Cristo Gesù. (Lett. 933)

Confidiamo assai nel Sangue Prezioso di Gesù Crocifisso, nell’amoroso Costato del quale io la racchiudo, e Lei si abbandoni in quelle amorose braccia 954
Preghiamo assai per la Santa Chiesa e amiamo assai Gesù Redentore che l’ha fondata col suo Prezioso Sangue. Abbiamo fede alla parola Santissima di Gesù che ci assicura di esaudire chi lo prega, noi non vogliamo altro che la gloria sua e la salute delle Anime che gli costano Sangue, e però speriamo, speriamo assai, mentre tutta la nostra confidenza sta riposta nei meriti del Divin Redentore che con amor tenero riguarda la sua Sposa Santa Chiesa, e se ora la flagella, lo fa per purificarla, onde renderla cara agl’occhi suoi amorosi.
Le mire del nostro Signor Gesù Cristo sono di riunire i popoli tutti nella sua Chiesa, e però il flagello si fa sentire da per tutto. Oh! che trionfo! Oh che trionfo! Preghiamo, preghiamo, preghiamo. (Lett. 991)

Benedico tutte di cuore, nel Prezioso Sangue del nostro Sposo Crocifisso. (Lett. 1034)
Signore sono vostra perché mi avete creata, sono vostra perché mi avete redenta col vostro Prezioso Sangue, fate di me quel che volete.  (Lett. 1050)

Qui tra noi si gode la vera pace, la quale scaturisce tra le penitenze, e fatiche, e solitudine della vita religiosa, che trovasi fra i rivi scorrevoli del Sangue Prezioso di Gesù Cristo, e ciò si gode solo da chi ha vera vocazione. Si unisca anche Lei con noi a gustare un sì saporito frutto. (Lett. 1088)

Col silenzio e la preghiera conosceremo meglio la preziosità della Croce consacrata dal Sangue Prezioso di Gesù Cristo. Oh! quanto sbagliamo quando fuggiamo la Croce; scansandola da una parte, cadiamo dall’altra in un’infinità d’altre pene, che ci attristano ed inquietano, ci turbano, ci abbattono, ci opprimono, e non ci lasciano alcuna speranza. Se si lascia la Croce per cercare il comodo nostro perdiamo la pace del cuore, e il Mondo ci deride, ci angustia, ci trascina dietro a sé, e ciò che si desidera non mai giunge, o se talvolta giunge non dura. Persuadiamoci che la Croce la porteremo sempre con noi in qualunque parte andiamo, anche in Paradiso per amore, ed ivi godremo i frutti dolcissimi di essa eternamente. (Lett. 1097)

Ci vogliono che si adattano al male, e al bene prendendo tutto dalla mano di Dio. Le Croci ci devono essere care perché consacrate dal Salvatore col suo Prezioso Sangue. (Lett. 1112)

Preghi per me acciò possa incontrare la medesima sorte che di cuore auguro a Lei, cioè che Suor Luisa Lauretti non più si ritrova in essa, ma chi la vuol vedere la vedrà tutta sommersa in Dio, e nel Divino suo Sangue...! (Lett. 1133)

io sarei sommamente contenta purché sia docile e piena di coraggio e di fiducia in Dio per accompagnare Gesù sul Monte Calvario insieme alla nostra Immacolata Madre Maria Desolata trapassata nel cuore dalla Spada di Dolore, per raccogliere con essa quel Sangue Preziosissimo che versò dalle Piaghe il suo Divin Figliuolo, e quindi applicarlo alle anime da Lui con tanto amore redente ed alla nostra cura affidate. (Lett. 1183)

L’unico nostro pensiero sia di far conoscere a tutti per quanto ci sarà possibile l’amor Crocifisso, Gesù ricoperto di Sangue e di Piaghe per la nostra salute. Se i nostri cuori sono presi da questo amore beate noi. Oh! che pace... (Lett. 1198)

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