Codice di vita

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CAPITOLO PRIMO: LA NOSTRA VOCAZIONE NELLA CHIESA

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Ringraziamo con gioia Dio, che nella sua bontà ci ha chiamate a portare a compimento la nostra consacrazione battesimale nella sequela di Gesù Signore, in una vita di adorazione che ci spinge al servizio apostolico.

Come donne ecclesiali rispondiamo a Dio che ci chiama alla santità per mezzo dei voti di castità, povertà ed obbedienza, professati pubblicamente nella Chiesa. Viviamo in comunità con le altre sorelle chiamate alla stessa Congregazione apostolica delle Adoratrici del Sangue di Cristo, fondata da Maria De Mattias.

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Noi Adoratrici del Sangue di Cristo siamo consacrate all'amore adorante e redentivo di Gesù Cristo, il quale versò il suo sangue per liberarci dal peccato e riconciliarci nell'amore. La nostra Congregazione, pertanto, deve "ritrarre in sé e riflettere la più viva immagine di quella divina Carità con cui (questo Sangue) fu sparso e di cui lo stesso divin Sangue fu ed è segno, espressione, misura e pegno" (1).

Se stiamo umilmente aperte e preghiamo con fiducia, lo Spirito di Dio, che operò potentemente in Maria De Mattias, continua a riversare nei nostri cuori la pienezza della carità. Lo spirito della nostra Congregazione sarà così tutto amore e carità, "carità verso Dio e verso il nostro caro prossimo" (2).

La nostra Congregazione diventerà allora una testimonianza sempre più credibile dell'amore tenero di Dio, di cui il Sangue di Gesù è segno eloquente e pegno di eterna alleanza.

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La nostra missione comune nella Chiesa consiste nel collaborare con Cristo all'opera redentiva testimoniando l'amore di dio e donandolo agli altri, soprattutto ai poveri, agli oppressi, agli emarginati. Per mezzo dei ministeri di evangelizzazione e promozione umana, della preghiera e della partecipazione alla croce di Cristo, collaboriamo giorno dopo giorno all'edificazione del Corpo di Cristo, così che tutta la creazione avanzi verso "quel bell'ordine di cose che il gran figlio di Dio è venuto a stabilire col suo Sangue" (3).

Serviamo nella gioia e nella semplicità, fiduciose che lo spirito ci santifica mentre offriamo agli altri il nostro ministero, identificandoci sempre più al cristo crocifisso e risorto.

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Maria Santissima, donna della nuova alleanza e prima adoratrice del mistero del Sangue di Cristo, ci mostra come vivere nell'adorazione e nel servizio. Ella ci è vicina, come madre e amica, e intercede per noi mentre seguiamo Cristo nel suo mistero pasquale.

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Questa Costituzione esprime per noi Adoratrici di Cristo lo spirito e lo stile di vita attraverso cui Dio ci chiama alla santità nel servizio apostolico. Essa è la nostra guida per vivere il vangelo secondo il carisma speciale che Dio ci dà nella Chiesa. Con la professione religiosa noi ci impegniamo a seguirla mentre insieme avanziamo nella speranza, in fedeltà a Dio e in alleanza con le nostre sorelle nel mondo.

(1) Maria De Mattias, Regola 1857 - Prefazione.
(2) Maria De Mattias, Lettera a don Biagio Valentini, 1841, 28 giugno.
(3) Maria De Mattias, Lettera a Mons. Vincenzo Annovazzi, 1838, 13 novembre.
 

CAPITOLO SECONDO: LA NOSTRA VITA I COMUNITÀ APOSTOLICA

6. UNA SOLA COSA IN CRISTO

Gesù Cristo, che ci ha convocate come Adoratrici del suo Sangue, è il centro luminoso della nostra vita in comunità. Noi crediamo che egli è vivo ed operante in mezzo a noi. Rese una sola cosa in Lui mediante il Battesimo, l'Eucaristia, la consacrazione religiosa e il carisma, siamo chiamate a crescere insieme verso l'unità, perché il Padre, il Figlio e lo Spirito sono uno. Più la nostra presenza reciproca diventa amorevole, più la nostra vita di comunità diventerà segno profetico di ciò che la Chiesa è chiamata ad essere: comunione di amore fra tutti i popoli di ogni tribù, lingua e nazione.

7. EDIFICAZIONE DELLA COMUNITÀ

Ciascuna di noi è chiamata dal Signore a crescere con le altre nella comunione di fede. Pertanto ci impegniamo a vivere insieme come sorelle ed amiche, amandoci come Cristo ci ha amate. Ci accetteremo con le nostre diversità e comunicheremo con sincerità, delicatezza e rispetto. Con cuore in ascolto stabiliremo un dialogo attento con ciascuna. Rispetteremo il reciproco bisogno di tempi di preghiera, di silenzio, di solitudine, di distensione, e collaboreremo con prontezza, ogni giorno, alla edificazione della comunità, accettando le gioie e le difficoltà che ne derivano come partecipazione al mistero pasquale.

8. CRESCITA PERSONALE E COMUNITARIA

Siamo tutte responsabili di  creare in comunità un clima di pace e di apertura che favorisca il pieno sviluppo umano e spirituale e ci consenta di celebrare insieme la gioia di essere redente. Attraverso la fiducia vicendevole ci aiuteremo a progredire nella accettazione di noi stesse e nella libertà interiore, presupposti della maturazione personale e comunitaria.

Sensibili e rispettose dei bisogni delle nostre consorelle saremo pronte a limitare le nostre esigenze, memori della parola del Signore che morendo rinasciamo a vita nuova.

Ricordando che Cristo ci ha riconciliate con il suo Sangue e che tutte siamo bisognose di perdono, daremo in comunità un posto prioritario alla riconciliazione, perdonandoci con amore paziente. Ci comprenderemo nelle debolezze e ci sosterremo scambievolmente nei dubbi e nelle difficoltà. Saremo grate per i talenti di ciascuna e per l'interesse delle altre verso di noi. Unite nello stesso impegno di consacrazione, ci incoraggeremo alla fedeltà quotidiana ella radicalità del Vangelo, vivendo lo spirito delle beatitudini. Ci aiuteremo così a sviluppare quell'immagine irrepetibile del Creatore che ciascuna è chiamata a realizzare.

9. COMUNITÀ PER LA MISSIONE

Come comunità apostolica, siamo chiamate ad essere una comunità di fede che si edifica intorno all'Eucaristia e che vive per la missione nella Chiesa e nella società. Ricercheremo costantemente una più chiara visione apostolica, mettendo in comune informazioni, intuizioni, discernimento, e ci sosterremo nelle sollecitazioni del ministero con la comprensione e l'incoraggiamento.

Non dimenticheremo mai che l'amore scambievole in comunità costituisce una testimonianza apostolica insostituibile.

Saremo unita con l'interesse, la preghiera e l'amore alle Adoratrici del mondo intere e alle nostre famiglie da cui ci siamo separate per la chiamata di Cristo. Saremo liete di condividere con il popolo di Dio l'amore che ci unisce nel Signore, amore espresso in un servizio che lo aiuti a crescere nella comunione.

CAPITOLO TERZO: SEQUELA DI CRISTO NELLA VITA CONSACRATA

10. CONSACRAZIONE NELL'AMORE

N'emettere la professione religiosa per mezzo dei voti pubblici di castità, povertà ed obbedienza, rispondiamo nella fede al carisma che ci è stato dato da Dio e confermato dalla Chiesa.

Viviamo i tre voti come realtà unica, che affida tutto il nostro essere al Signore, in risposta radicale di amore profondamente personale e libera.

Celebriamo la professione durante l'Eucaristia, tra il popolo di Dio al cui servizio ci impegniamo con l'emissione dei voti.

11. FEDELTÀ  E TESTIMONIANZA

Con fiducia nello Spirito Santo che ci sostiene nella nostra debolezza, ci affidiamo a Dio per sempre.

Mentre la nostra vita procede all'incertezza Egli, che è fedele, rinnova costantemente la sua chiamata dandoci la capacità di continuare a seguire Cristo povero, vergine ed obbediente e facendoci essere nella libertà interiore attraverso le scelte e le rinunce che la fedeltà ai voti comporta.

Più saremo fedeli alla professione, come singole e come comunità, più la nostra vita diventerà segno di quella pienezza di gioia, di amore e di liberazione che il Signore promette a quanti lo cercano. La Vergine Maria, che visse obbediente al Signore e povera tra i poveri di Javhè, ci insegna come vivere i nostri voti nello spirito delle beatitudini mentre serviamo gli altri.

12. CARISMA DELLA VERGINITÀ

Il carisma della verginità è il dono dello Spirito che ci rende capaci di seguire Gesù vergine e di partecipare al suo amore indiviso al Padre e oblativo per noi. I risposta facciamo liberamente a Dio voto pubblico di castità, con il quale consacriamo la nostra femminilità ad un amore profondo per il Signore e per gli altri, abbracciamo per tutta la vita il celibato per il Regno, rinunciando al diritto naturale al matrimonio e alla famiglia.

13. AMICIZIA DIVINA

Con fiducia nel potere del Sangue di Gesù, daremo una risposta libera e sempre nuova al dono dell'amicizia divina. Consapevoli che la castità consacrata è una speciale partecipazione al mistero pasquale, noi Adoratrici accetteremo prontamente le rinunce implicite nella decisione di vivere senza le gioie di uno sposo e di una famiglia propria. Saremo a lungo presenti, in amore adorante, davanti al Dio della nostra vita, vivendo la solitudine che il voto di castità comporta come spazio sacro per approfondire la comunione con Lui. Questa unione ci renderà capaci di rischiare il dono  di noi stessi agli altri. Co la verginità siamo chiamate ad essere segno della risurrezione di Cristo e della sua unione con la chiesa, testimoni del potere liberante del suo amore.

14. AMORE VERGINALE

In fedeltà alla nostra vocazione, siamo chiamate ad incarnare l'amore di Cristo per tutti. Offriremo un amore personale, non esclusivo, aperto, libero, e perciò fecondo di bene. Saremo aperte all'amicizia con le consorelle e con gli altri; in comunità favoriremo, con ogni mezzo, la crescita di ciascuna verso la maturità femminile nella castità consacrata. Più vivremo nell'amore verginale, più manifesteremo a coloro che serviamo l'amore gratuito e fedele di Dio.

15. CARISMA DELLA POVERTÀ

Il carisma della povertà è il dono dello spirito che ci rende capaci di seguire Gesù povero e di entrare nel mistero dell'annientamento che Egli scelse per amore nostro. In risposta, rimettiamo liberamente a Dio, con voto pubblico di povertà, il diritto naturale di possedere in maniera indipendente dei beni della terra. Con fiducia in Dio che è provvidenza, promettiamo di diventare povere in spirito, di vivere in maniera semplice, di condividere i beni in comunità e di fare le nostre le ansie dei poveri.
 
16. POVERTÀ DI SPIRITO

Ponendo in Dio la nostra sicurezza, sapremo adattarci prontamente alle circostanze mutevoli della vita ed accogliere quanto ci conduce al distacco ed alla libertà di cuore. Accetteremo con umiltà e pace le contrarietà del vivere quotidiano e i limiti personali, poiché è nella nostra debolezza che sperimentiamo la potenza di Dio operante in noi. Condivideremo i nostri beni, i nostri talenti ed il nostro tempo con chi è nel bisogno, convinte che essere povere significa servire tutti. I atteggiamento di adorazione apprezzeremo la bellezza e la bontà di tutte le cose create.

17. SOLIDARIETÀ CON I POVERI

Fedeli allo spirito, accoglieremo con sollecitudine il grido dei poveri come Maria De Mattias, e li ameremo con lo stesso amore di Cristo. Poiché l'azione in favore della giustizia e della carità è una dimensione costitutiva della missione affidata da Cristo alla sua Chiesa, sentiremo viva la responsabilità di conoscere sempre meglio i bisogni dei singoli e della società e di diventare sempre più sensibili ad essi.

18. SEMPLICITÀ ED INTERDIPENDENZA

Vivremo in semplicità evangelica, come singole e come comunità, per crescere nella povertà di spirito e per testimoniare in modo credibile la povertà liberante di Cristo nel mondo contemporaneo.

Consegneremo alla Comunità ciò che guadagniamo o riceviamo in dono e accetteremo da essa il necessario, con spirito di grata dipendenza e con senso di responsabilità nell'uso e nell'amministrazione.

Esigeremo il meno possibile per i nostri bisogni, così che gli altri possano usufruire dei beni della terra. Se dovessimo mancare del necessario ci rallegreremo nel Signore Gesù che ci offre l'opportunità di partecipare più intimamente alla sua povertà.

19. CARISMA DELL'OBBEDIENZA

Il carisma dell'obbedienza è il dono dello Spirito che ci rende capaci di seguire Gesù obbediente al Padre e di continuare la sua missione salvifica nel mondo tramite la nostra comunità apostolica.

In risposta facciamo a Dio voto pubblico di obbedienza, mediante il quale gli affidiamo liberamente le nostre energie di mente e di volontà e promettiamo di aderire al suo volere, espresso dalla Costituzione e mediato dall'autorità della Congregazione.

Mentre con l'obbedienza cresciamo nella libertà di cuore, siamo identificate sempre più a Gesù che fu obbediente fino alla morte perché l'intera famiglia umana potesse diventare il popolo della nuova alleanza.

20. DISCERNIMENTO COMUNITARIO

 Con cuore in ascolto ci impegniamo a ricercare insieme nella comunità la volontà di Dio comunque egli la manifesti e ad obbedirvi. Tutte abbiamo la responsabilità di mettere in comune le intuizioni che possono aiutare nel discernimento.

Ascolteremo con amore e rispetto le consorelle e contribuiremo a creare un clima che favorisca il dialogo e la risposta allo Spirito presente nella Comunità.
 

21. OBBEDIENZA APOSTOLICA

Obbediremo con prontezza alle decisioni delle nostre superiore riguardanti sia le singole che la comunità. Animate da un'autentica obbedienza apostolica assumeremo il servizio assegnatoci come un ministero della chiesa e lo compiremo con spirito di iniziativa e senso di responsabilità.

Fidando nello Spirito che ci dona la capacità di identificarci sempre più profondamente a Cristo nella sua obbedienza filiale, ci impegniamo ad obbedire con fede e gioia, anche quando ciò che ci viene chiesto è difficile.

Mentre sperimentiamo l'autorità e l'obbedienza in comunità, cercheremo di vivere come Gesù ci ha insegnato, perché la volontà del Padre sia fatta qui sulla terra come nei cieli.
Diventeremo così testimoni di libertà e di unità e segno profetico del destino finale del mondo, interamente sottomesso al Padre.
 

LA COMUNITÀ DELL'AMORE ADORANTE E REDENTIVO

CAPITOLO QUARTO: PARTECIPAZIONE AL MISTERO PASQUALE

22. MISTERO PASQUALE NEL NOSTRO CARISMA

Il nostro carisma di Adoratrici del Sangue di Cristo è profondamente radicato nel mistero di morte e resurrezione di Gesù. La nostra è una identità pasquale, segnata dal Sangue dell'Agnello. Come Congregazione siamo chiamate a testimoniare al mondo, nella gioia e nella speranza, la presenza vivente dell'amore adorante e redentivo di Cristo, che dà significato alla sofferenza umana e la rende liberatrice e vivificante.

23. MISTERO PASQUALE NELLA VITA PERSONALE

Ciascuna di noi, unita in Cristo, accetterà con amore, ogni giorno, le inevitabili sofferenze fisiche e spirituali che costituiscono una condizione insostituibile per la crescita umana e cristiana. Con la luce dello Spirito comprenderemo che queste esperienze formano quella "croce preziosa" che ci assimila in maniera crescente alla vita risorta di Gesù crocifisso. Più ci identificheremo a lui nell'umile e amorevole abbandono, più saremo pronte a ringraziar e adorare Dio nelle situazioni difficili della vita.

24. MISTERO PASQUALE NELLA VITA COMUNITARIA

Vivremo insieme in comunità il mistero pasquale portando volentieri l'una i pesi dell'altra e cercando di non essere noi causa di sofferenza. Con delicata sensibilità ci sosterremo a vicenda mentre sperimentiamo l'azione purificante e trasformante dello Spirito che opera in noi. Forti della potenza del Sangue di Cristo ci incoraggeremo a comprendere che la follia della croce è sapienza di Dio.

Chiamate a donare la vita l'una per l'altra, celebreremo questo mistero con la morte e la resurrezione di ogni giorno, grate per ogni nuovo dono di partecipazione alla croce di Gesù.

25. MISTERO PASQUALE NELLA MISSIONE

Come il seme che porta frutto con la sua morte, vivremo il mistero pasquale nella missione, completando in noi le sofferenze di Cristo per la sua Chiesa. Noi partecipiamo per il nostro carisma all'azione del Redentore contro il potere delle tenebre e del peccato, per condividere la sua vittoria.

Ricordando che egli aprì all'umanità la via verso al Gloria morendo in apparente fallimento, circondato dalla ingratitudine e dalla ostilità di coloro che era venuto a salvare, comprenderemo meglio perché il Padre invita anche noi, talora, a bere questo calice. Più accetteremo il nostro dolore con pace e gioia, più saremo sensibili ai bisogni e alle sofferenze degli altri, aiutandoli con il nostro servizio ad accogliere nella speranza la preziosità della loro croce che risana e dà vita.

26. GLORIA PASQUALE

Come Maria De Mattias approfondiremo la nostra fede e la nostra speranza attraverso la contemplazione amorosa del mistero pasquale e la sua celebrazione sacramentale. Mentre condividiamo il suo Ideale, faremo nostro anche il suo desiderio di abbracciare con pace e coraggio le croci che accompagnano la malattia, l'età e la morte, sperando di essere un giorno con lei, insieme al popolo della nuova alleanza, per ringraziare e adorare in eterno Gesù, Signore della gloria.

 

CAPITOLO QUINTO: LA NOSTRA VITA IN ADORAZIONE

27. AMORE ADORANTE

Il nostro nome, Adoratrici del Sangue di Cristo, esprime la nostra vocazione specifica: comunità di religiose apostole la cui vita è permeata di spirito di adorazione, donne contemplative che glorificano il Signore e venerano la sua presenza in coloro che servono. L'adorazione è per noi adesione amorosa al Signore, nel quale siamo rese partecipi della comunione dei santi. Progrediamo i essa quando, i ogni relazione e circostanza, nella nostra peccaminosità e ricchezza di doni, ci consegniamo con Gesù al Padre per l'avvento del Regno.

28. IL SANGUE DI CRISTO NELLA ADORAZIONE

Nella nostra vita, soprattutto nell'Eucaristia e nella preghiera, adoriamo Cristo Signore che ci ha redente con il suo Sangue. Come Maria De Mattias, personalmente e comunitariamente, daremo priorità alla contemplazione del mistero della redenzione, centro della storia della salvezza, e offriremo il Sangue prezioso per i bisogni della Chiesa e del mondo.

Onoreremo con speciale devozione Maria, donna della nuova alleanza, che con amore partecipa all'opera salvifica di Cristo.

29. I SACRAMENTI NELLA ADORAZIONE

Uniremo la nostra adorazione a quella di tutto il popolo sacerdotale celebrando il mistero pasquale nei sacramenti. Il centro della nostra vita è l'Eucaristia, sorgente, nutrimento e segno della comunione di fede e di amore con la chiesa e tra noi. Celebrando questo memoriale di alleanza, ci consegneremo con Gesù al Padre, rendendo grazie e intercedendo a nome di tutto il popolo di Dio, specialmente di coloro che serviamo. Risponderemo con gratitudine all'invito di Gesù a bere il suo Sangue nel calice dell'Eucaristia in cui è la gioia dello Spirito ed il pegno della vita eterna. Bisognose costantemente di conversione e di perdono, adoreremo spesso il Signore nel sacramento della Riconciliazione in cui, per il Sangue di Gesù, è perdonato il peccato e ristabilita l'unità. In questo sacramento e nella Unzione degli infermi, ci apriamo al potere risanante dello Spirito del Signore risorto che ci tocca nell'intimo e ci rinnova nell'amore.

30. ATMOSFERA DI PREGHIERA

Consapevoli che lo Spirito ci parla sia nel silenzio del cuore che nel dialogo con gli altri, collaboreremo in ogni modo per creare nella comunità un'atmosfera che ci permetta di vivere in spirito di adorazione. Ricorderemo che i nostri atteggiamenti in comunità e nel ministero influiscono sulla qualità della preghiera personale e comunitaria. Con la docilità e la vigilanza lasceremo che il Signore prenda dimora nel nostro cuore perché la nostra vita si disimpegni umilmente nella sua presenza.

31. PREGHIERA PERSONALE

Ciascuna di noi ha diritto e la responsabilità di dedicare ogni girono un tempo alla preghiera. Ascolteremo il messaggio del Signore nella Sacra Scrittura, lasciando che la sua parola penetri in noi, purifichi il nostro cuore e faccia verità su noi stesse e sui nostri atteggiamenti verso gli altri. Consapevoli che la crescita verso la pienezza dell'amore adorante e redentivo, a cui Dio costantemente ci chiama, è un cammino di tutta la vita, risponderemo con coraggio, speranza e fedeltà nella preghiera,  mentre procediamo tra la monotonia e la gioia, la distrazione e la consapevolezza, l'oscurità del deserto e la luce, verso la pienezza di comunione con il nostro Dio.

32. PREGHIERA COMUNITARIA

Come comunità celebreremo la preghiera della Chiesa del mattino e della sera. Inoltre, pregheremo insieme in altre circostanze, nelle feste e nei tempi forti dell'anno liturgico, in modi vari, creativi e spontanei, spezzando l'una con l'altra la parola del Signore o rimanendo semplicemente insieme in silenzio, in atteggiamento di grata adorazione e intercessione.
 
33. PREGHIERA E MINISTERO

La fedeltà all'adorazione ci rende testimoni gioiosi dell'amore misericordioso di Dio e segno di speranza, e il ministero, col quale collaboriamo alla redenzione del mondo, arricchisce la nostra vita di preghiera.

Sollecitate dallo Spirito, non avremo pace finché la carità trasformante di Cristo non avrà raggiunto la vita di ogni persona e l'intera società. Approfondiremo la nostra fede e il nostro amore nella preghiera e nel ministero, sperimenteremo la presenza del Dio vivente che agisce costantemente nel nostro servizio in mezzo al popolo di Dio.

CAPITOLO SESTO: LA NOSTRA VITA NELLA MISSIONE E NEL MINISTERO

34. PARTECIPAZIONE ALLA MISSIONE REDENTIVA DI CRISTO

Noi Adoratrici, che abbiamo ricevuto dallo Spirito il dono della vocazione apostolica, impieghiamo volentieri le nostre energie nel ministero collaborando con Cristo alla sua opera redentiva. La nostra missione, come quella di Maria De Mattias, è testimoniare l'amore di Dio nella nostra vita e "far conoscere a tutti...l'amore crocifisso Gesù (1). La carità sarà perciò il principio, il centro e il fine del ministero tra noi e tra coloro con i quali condividiamo il Vangelo di salvezza.

35. DIMENSIONE ECCLESIALE DELLA NOSTRA MISSIONE

Svolgiamo il nostro ministero come donne ecclesiali, mandate in obbedienza dalla Congregazione, consapevoli che è nella Chiesa e attraverso la Chiesa che noi partecipiamo alla missione salvifica di Cristo. Nel nostro ministero collaboriamo volentieri, sia come singole che come comunità, con la Chiesa universale e locale e con ogni persona. Ci impegniamo ad edificare la Chiesa con la formazione di comunità ecclesiali facendo nostre le speranze e le gioie, i dolori e le angosce di tutti gli uomini, specialmente dei poveri e degli oppressi.

Vivendo e annunciando il vangelo di amore, di giustizia e di pace, partecipiamo alla trasformazione del mondo. Per tutta la vita approfondiremo il senso della missione, sapendo per fede che non solo con il ministero, ma anche con la consacrazione, la vita comunitaria, la preghiera, la sofferenza e la morte lo Spirito Santo ci rende partecipi della edificazione del Regno.

36. MINISTERI DELLA CONGREGAZIONE

La nostra missione è condividere con gli altri, specialmente i poveri, i frutti della redenzione, attraverso opere di evangelizzazione e di carità. Memori dell'amore generoso che spinse Maria De Mattias a consumarsi totalmente in vari servizi a vantaggio del "caro prossimo", diversificheremo i nostri ministeri secondo le necessità degli altri e i nostri doni. Ci incoraggeremo ad essere disponibili e aperte mentre, docili allo Spirito, operiamo in discernimento le nostre scelte apostoliche. Ci rallegreremo per i successi delle nostre sorelle, ci sosterremo nei momenti di scoraggiamento e aiuteremo ciascuna a sentirsi mandata dalla comunità in qualunque ministero ella serva, da sola o con altre Adoratrici.

37. AMORE VERSO COLORO CHE SERVIAMO

Rispetteremo la dignità e il destino divino di coloro che serviamo, lasciando trasparire nelle nostre relazioni la delicatezza di Cristo. Qualunque sia il nostro ministero aiuteremo gli altri a sviluppare il loro potenziale umano e a dare una risposta libera e piena allo Spirito. Saremo grate a quelle che serviamo poiché, mentre prestiamo loro la nostra opera, essi ci aiutano a crescere verso la maturità in Cristo.

38. SANTITÀ APOSTOLICA

Cresceremo nella santità attraverso il nostro ministero se restiamo unite a
Gesù nella sua obbedienza fino al sacrificio. Consapevoli che lo Spirito è costantemente all'opera i noi e negli altri, serviamo con semplicità e gioia, fiducia e rettitudine, perché la nostra presenza diventi liberante e riconciliante.

Riconoscenti per il privilegio di partecipare all'opera del Signore, cercheremo nella preghiera,, specialmente nell'Eucaristia, la luce e la forza per affrontare i rischi e le tensioni del ministero. Ricorderemo anche che gli altri sono più toccati dalla testimonianza della nostra vita consacrata che da quanto facciamo o diciamo.

 

LA COMUNITÀ DELL'AMORE FEDELE

CAPITOLO SETTIMO: AUTORITÀ E STRUTTURE SOCIALI NELLA CONGREGAZIONE

39. AUTORITÀ NELLA NOSTRA CONGREGAZIONE

IL nostro Istituto di religiose apostole, approvato dalla Chiesa, ha l'autorità di organizzarsi e di governare se stesso in fedeltà al proprio Ideale e alle proprie finalità. L'autorità, che ci unisce alla chiesa con legami di amore e di fede, si incarna in strutture umane e visibili. Avanziamo verso il futuro certe che, mediante l'amore e l'obbedienza in comunità, lo Spirito di Dio guida la nostra vita apostolica nella chiesa.

40. STRUTTURE SOCIALI

Noi Adoratrici siamo una Congregazione Internazionale nella quale l'unico carisma ci edifica in unità di mente e di cuore, nonostante tutte le nostre diversità. Come Congregazione siamo organizzate in province per facilitare lo scambio di risorse per la vita e per la missione. All'interno della provincia siamo assegnate ad una comunità locale dove ci impegniamo a testimoniare gioiosamente l'amore adorante e redentivo di Cristo.

41. CORRESPONSABILITÀ NELLA COMUNITÀ

I obbedienza tutte condividiamo l'impegno di ricercare e di attuare il disegno di Dio per noi Adoratrici-apostole. Aperte allo Spirito e attente l'una all'altra, vivremo i valori della collegialità, della sussidiarietà e della interdipendenza, presupposti all'armonia e alla vitalità evangelica delle strutture sociali e dell'esercizio dell'autorità. Parteciperemo, in qualche modo, alla dinamica degli orientamenti e delle decisioni per la vita e la missione: personalmente nell'assemblea locale e per mezzo di rappresentanti nell'assemblea provinciale e generale.

42. AUTORITÀ COME SERVIZIO

L'autorità nella Congregazione, a livello generale, provinciale e locale, è una guida visibile che promuove l'unità ed esprime l'ideale comune in fedeltà al nostro carisma.

Le Suore alle quali è affidato il ministero dell'autorità ci guideranno con la preghiera, il dialogo e l'appello profetico, a discernere ciò che Dio vuole per ciascuna e per tutte e renderanno il servizio di prendere le decisioni finali. Esse ci incoraggeranno a vivere la nostra Consacrazione come Adoratrici-apostole e, con delicatezza e fermezza, ci richiameranno alla fedeltà. Come Cristo fra i discepoli, saranno tra noi sorelle e amiche,  servendo in comunione con tutti i membri. Eserciteranno l'autorità in modo tale da esprimere l'amore personale di Dio per ciascuna.

43. NORME

Consapevoli del nostro bisogno di continua conversione, con amore e interesse per le altre, ci atterremo alle norme espresse nella Costituzione, nei Regolamenti e nelle altre direttive e decisioni della Congregazione, della provincia e della comunità locale. Aperte allo Spirito, riesamineremo regolarmente queste norme e le adatteremo alle circostanze mutevoli, in creativa fedeltà al carisma di Maria De Mattias.

CAPITOLO OTTAVO: VITALITÀ DELLA CONGREGAZIONE

44. CONDIZIONI DI VITALITÀ

La vita e lo sviluppo della Congregazione dipendono dallo Spirito Santo che ci chiama all'amore adorante e redentivo. Il Signore, tuttavia, con il dono della libertà, ci rende responsabili della realizzazione del suo piano per noi. La nostra crescita e vitalità dipendono pertanto dalla fedeltà, come Congregazione, alla nostra missione nella chiesa e nel mondo, dalla qualità delle relazioni reciproche e con persone che hanno il dono di vocazioni diverse nella Chiesa, e dalla risposta di ciascuna di noi alla costante chiamata del Signore. La nostra vitalità dipende, inoltre, dalla docilità allo Spirito da parte di quelle donne che il Signore chiama a condividere il nostro carisma.

45. ACCETTAZIONE DI NUOVI MEMBRI

Tutte mostreremo interesse per chiunque sembri chiamata a vivere il proprio Battesimo nella sequela di Cristo come Adoratrice. Accoglieremo come sorelle coloro che sono ammesse alla nostra Congregazione e le aiuteremo a sentirsi in famiglia tra noi con la gioiosa testimonianza di fedeltà alla preghiera, di amore in comunità e di zelo nel ministero. Considereremo una ricchezza per la chiesa la condivisione delle qualità personali e dei doni spirituali.

46. FORMAZIONE INIZIALE

Ciascuna provincia provvede alla formazione integrale dei nuovi membri, per mezzo delle suore nominate a questo ministero. Attraverso le opportunità di crescita offerte nelle tappe successive della loro formazione iniziale, incoraggeremo le candidate a diventare membri vivi della comunità, gioiosamente partecipi della nostra spiritualità apostolica. Tutte le sosterremo durante gli anni della formazione con la preghiera, l'esempio e l'incoraggiamento.

47. FORMAZIONE PERMANENTE

Consacrate al Signore per mezzo dei voti, ci impegneremo per tutta la vita nel processo di formazione per raggiungere l'identità pasquale di Cristo alla quale il Signore ci chiama. Consapevoli di tale vocazione, ci aiuteremo a vicenda nella crescita verso la maturità e la santità. Per mezzo dell'amore scambievole favoriremo continuamente il clima adatto perché i frutti dello Spirito giungano a maturazione nella nostra vita.

48. FEDELTÀ NELLA VOCAZIONE

Ciascuna di noi è responsabile della costante fedeltà alla vocazione che ci ha unite come Adoratrici del Sangue di Cristo. Consapevoli che nelle realtà mutevoli della vita il Signore è sempre con noi, ringraziamo Dio ogni giorno, soprattutto nell'Eucaristia, per il dono della chiamata a questa Congregazione fondata da Maria De Mattias e, con fiducia nel Sangue di Cristo, chiediamo per noi stesse e l'una per l'altra la grazia della fedeltà. Ci aiuteremo così scambievolmente a raggiungere il compimento del nostro destino quando, con la morte, entreremo pienamente nella gioia pasquale del Signore, rese per sempre una cosa sola con tutto il popolo di Dio, nell'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

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